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Proposta di relazione sullo stato di attuazione del procedimento - старонка 18


I lavori hanno inizio alle ore 14.

PROCEDURE INFORMATIVE Audizioni di esperti

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca il seguito dell’indagine conoscitiva sulla semplificazione normativa e amministrativa, sospesa lo scorso 7 ottobre.

Avverto che la pubblicità della seduta odierna sarà assicurata attraverso il resoconto stenografico. E oggi in programma l’audizione di esperti di diversi Dicasteri, cui do il benvenuto e che ringrazio per la loro presenza e la loro puntualità.

Come sapete, stiamo svolgendo un ciclo di audizioni prima di rendere il parere sul decreto legislativo che il Governo ha predisposto, il cosiddetto «salva-leggi». Nell’ambito di questa procedura, la Commissione che presiedo ha ritenuto opportuno effettuare le audizioni dei responsabili, nominati a suo tempo dai vari Ministri, per seguire questa complessa vicenda, che oggi raggiunge il primo traguardo legislativamente rilevante.

Premetto alcune questioni di ordine generale, per poi affrontare con i singoli le questioni di specifica competenza: la Difesa, che ha una competenza tutta statale, è stata facilitata in questo lavoro rispetto ai Beni culturali, che invece devono confrontarsi con una competenza anche regionale.

Innanzi tutto, vorrei conoscere le questioni che avete incontrato, soprattutto quelle non note o che ritenete di sottolineare in merito a questo percorso di ricognizione legislativa, con particolare riferimento ai criteri e alle modalità adottate dalle singole amministrazioni per individuare le disposizioni legislative statali anteriori al 1º gennaio 1970 da sottrarre alla cosiddetta ghigliottina, di cui all’articolo 14 della legge n. 246 del 2005, evidenziando eventuali specifici profili problematici.

In secondo luogo, vorrei alcune delucidazioni in merito al raggruppamento per settori omogenei di cui alla lettera e) del comma 14 dell’articolo 14 della suddetta legge, che dispone la delega: è chiaro che detta norma dovrebbe essere funzionale a un eventuale riordino della materia, anche ai fini del riassetto per materie previsto dal medesimo articolo 14.

La terza questione che mi preme sottoporvi riguarda i cosiddetti settori esclusi: è vero che non dovrebbero far parte di questo decreto legislativo, ma da più parti – ci sono state voci autorevoli, e vedremo se la Commissione si unirà questo coro – si è ritenuto di suggerire al Governo di includere anche le norme da ricondurre ai settori esclusi, per una questione di completezza del quadro legislativo, naturalmente con efficacia diversa. Vorrei quindi sapere se i singoli Ministeri sono in grado di redigere concretamente per il Ministero per la semplificazione normativa eventuali elenchi attendibili delle disposizioni legislative di rispettiva competenza da ricondurre ai settori esclusi, ai sensi del comma 17 della medesima disposizione, come suggerito dal parere del Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo A. G. n. 118, all’esame della Commissione. Vorrei poi richiamare alcune osservazioni di carattere specifico, contenute, per ora, nel dossier predisposto dai Servizi studi del Senato e della Camera dei deputati, che credo sia già a vostra disposizione. Ognuno di voi avrà la possibilità di considerare le osservazioni fatte e di aderirvi oppure di replicarvi.

Infine, in occasione del dibattito attualmente in corso presso le Commissioni permanenti, che si esprimeranno in sede consultiva sul medesimo schema di decreto legislativo, sono state formulate osservazioni puntuali, in particolare con riferimento alle competenze del Ministero per i beni e le attività culturali e a quello per l’istruzione, l’università e la ricerca, che forse il dottor Famiglietti avrà avuto occasione di conoscere. Non chiedo in questo momento una risposta di carattere puntuale e specifico, ma vorrei che tutti i rappresentanti dei Ministeri oggi convocati comunicassero alla Commissione – entro la fine di questa settimana o l’inizio della prossima – eventuali commenti, tramite documenti o note integrative, sulle osservazioni formulate sia dai Servizi studi, sia dalle Commissioni permanenti, sia da altre fonti autorevoli che nel frattempo avessero prodotto interventi sugli elenchi delle leggi interessate o sulle loro particolari tecnicalità.

Lascio dunque la parola al generale Del Sette, capo ufficio legislativo del Ministero della difesa, per una esposizione introduttiva.

DEL SETTE. Signor Presidente, premetto che oggi intervengo in vece del senatore Gamba, il quale – impossibilitato a farlo, trovandosi all’estero – mi ha pregato di sostituirlo quale referente supplente del Ministero della difesa per questa materia specifica.

Innanzi tutto, non posso fare a meno di esprimere la nostra soddisfazione per essere i primi ad essere auditi da questa Commissione in relazione al parere che deve essere reso sullo schema di decreto legislativo di semplificazione, cui abbiamo attivamente contribuito per quanto riguarda le fonti di rango primario che ci riguardano.

Prima di affrontare direttamente il problema specifico, secondo la linea che ha tracciato il presidente Pastore, vorrei ricordare semplicemente il percorso che è stato seguito. La Difesa ha attribuito immediatamente grandissima importanza alla norma «taglia-leggi»: già nei primi mesi del 2007 siamo riusciti a realizzare un archivio elettronico delle fonti di rango primario d’interesse della Difesa, esclusivo o trasversale. Grazie a quest’individuazione abbiamo potuto realizzare quello che abbiamo chiamato il repertorio delle disposizioni legislative statali d’interesse della Difesa, peraltro disponibile già da tempo anche sul nostro sito web.

In relazione a quest’attività, ci siamo resi ben conto di una situazione che già conoscevamo, ma che così abbiamo potuto toccare con mano, com’è emerso anche nella relazione redatta dal Governo nel dicembre 2007, entro i termini previsti dalla norma taglia-leggi. La situazione era particolarmente complessa, per quantità, diversificata tipologia, vetustà e – come ha scritto anche il Consiglio di Stato – confusa stratificazione delle fonti d’interesse della Difesa. A questo punto, abbiamo segnalato al Ministro, il vertice politico, l’opportunità di utilizzare gli strumenti offerti dall’articolo 14 della legge n. 246 del 2005, anche in relazione a quelli offerti dall’articolo 20 della legge n. 59 del 1997, per cercare di mettere in opera una grande codificazione – cosa mai fatta nell’ambito della Difesa – delle fonti di suo interesse e di tutta la normativa ad essa afferente.

Il Ministro ha così costituito un comitato scientifico, composto, oltre che dal consigliere giuridico del Ministro e dal capo ufficio legislativo, anche da quattro membri esterni, ritenuti particolarmente esperti per tabulas, perche´ già autori di opere riguardanti proprio il diritto militare.

Siamo così pervenuti alla stesura di uno schema di codice dell’ordinamento militare, contenente le fonti di rango primario, e di un testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (già dall’inizio noi eravamo riusciti ad individuare, attraverso l’opera di cui ho parlato prima, oltre 227 fonti di rango regolamentare). Quest’opera, che è stata già presentata dal Ministro della difesa, è attualmente alla fase della concertazione interministeriale; tale concertazione è coordinata dal dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio e si sta rivelando particolarmente laboriosa, a causa delle numerose norme trasversali che interessano più amministrazioni, a cominciare, per le norme riguardanti il trattamento economico e previdenziale, dall’intero comparto sicurezza e difesa. Stiamo quindi lavorando a questo scopo.

Per quanto più specificamente si riferisce allo schema di decreto legislativo recante «Disposizioni legislative statali anteriori al 1º gennaio 1970 di cui si ritiene indispensabile la permanenza in vigore», attualmente all’esame della Commissione, noi abbiamo convenuto sulla permanenza in vigore di 715 delle 2456 fonti riportate all’interno dell’Allegato 1 e di 11 delle 260 fonti riportate nell’Allegato 2 (relativo alle fonti sottratte all’effetto abrogativo di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 200 del 2008). Per quanto riguarda l’Allegato 1, siamo consapevoli del fatto che si tratta di un numero rilevante di fonti. Il criterio seguito sin dall’inizio, che è stato condiviso dal Ministro per la semplificazione e dalla Presidenza del Consiglio, è stato basato sulla cautela, nel presupposto che tutte le fonti (siano esse anteriori o posteriori al 1970) saranno peraltro destinate ad essere caducate dal codice, una volta che questo sarà entrato in vigore. Questo non significa che noi non abbiamo già segnalato le fonti che sicuramente riteniamo non abbiano più ragion d’essere, cioè non siano più in vigore nè in toto ne´ in parte. Sotto questo profilo, quindi, non abbiamo nessun problema da rilevare per quello che ci riguarda.

Con riferimento ai settori esclusi, cui ha fatto cenno il Presidente, stiamo lavorando insieme al Dipartimento per la semplificazione per una puntuale individuazione delle fonti che vi rientrano. In questo senso, abbiamo già ricevuto un elenco dall’ufficio legislativo del Dipartimento per la semplificazione ed abbiamo già interloquito attraverso l’indicazione di alcune altre fonti che secondo noi vanno inserite all’interno di tale elenco e di altre fonti che dovrebbero essere espunte dall’Allegato 1 per essere ricomprese tra le fonti escluse. Si tratta, in quest’ultimo caso, di alcune norme che riguardano la materia previdenziale e le casse di previdenza delle Forze armate, che peraltro stiamo riordinando proprio in questi giorni sotto il profilo organizzativo (la Commissione ha all’esame lo schema di regolamento di riordino).

Quanto alle specifiche osservazioni che sono state avanzate sul piano tecnico, vorrei rispondere ad esse puntualmente. In riferimento al regio decreto n. 813 del 1918, che apporta modificazioni al regio decreto n. 205 del 1918 relativo all’istituzione di una croce al merito di guerra, si è osservato che effettivamente il regio decreto n. 205 non è presente nell’Allegato 1. Noi riteniamo, come abbiamo a suo tempo già segnalato al dipartimento per la semplificazione, che il regio decreto n. 205 rientri tra le fonti secondarie e, come tale, non sia da riportare nell’Allegato 1. Conseguentemente, a nostro giudizio, andrebbe espunto anche il regio decreto n. 813 del 1918.

Quanto invece alla legge n. 3133 del 1928, di conversione in legge del regio decreto-legge n. 2034 del 1928 concernente il nuovo ordinamento dell’associazione Croce rossa italiana, è stato osservato che il regio decreto-legge n. 2034 non è presente nell’Allegato 1. Al riguardo, vorrei osservare che il Dipartimento per la semplificazione aveva classificato questo regio decreto-legge come atto a carattere generale (pluridespota) da abrogare; noi avevamo indicato la competenza esclusiva del Ministero della salute. A nostro giudizio, a questo punto, la legge n. 3133 del 1928 dovrebbe essere espunta dall’Allegato 1, in quanto disposizione di conversione di una fonte da abrogare.

Per quanto riguarda il regio decreto-legge n. 1200 del 1934, che modifica l’articolo 2 della legge n. 1185 del 1929 recante norme per la nomina a sottotenente di complemento nel regio esercito di un gruppo di sottufficiali e militari di truppa, è stato osservato che la legge n. 1185 non è presente nell’Allegato 1. A nostro giudizio, la legge n. 1185 del 1929 andrebbe inserita nell’Allegato 1.

Quanto invece alla legge n. 2125 del 1934, che converte in legge il regio decreto-legge n. 1176 del 1934 concernente la graduatoria dei titoli di preferenza per le ammissioni ai pubblici impieghi, è stato osservato che il regio decreto-legge n. 1176 non è presente nell’Allegato 1. In realtà, ci risulta che il regio decreto-legge n. 1176 del 1934 è presente, ma è attribuito alla competenza del Ministero per la pubblica amministrazione. Conseguentemente, a nostro giudizio, andrebbe ricondotta alla competenza della Funzione pubblica anche la legge n. 2125 del 1934.

Queste sono le risposte che intendiamo dare alle osservazioni di carattere specifico. Per quanto riguarda il parere della 4ª Commissione, non ci risulta nulla di particolare.

PRESIDENTE. La ringrazio, generale Del Sette; lei è stato molto puntuale. Ricordo peraltro che la Commissione difesa del Senato ha espresso un parere senza osservazioni, mentre l’omologa Commissione della Camera non ha attualmente all’esame il provvedimento.

Mi sembra che l’audizione sia stata assolutamente esauriente. Attualmente voi state lavorando ad un progetto molto ampio, la redazione di un codice dell’ordinamento militare, nel quale confluirà in pratica quasi tutta la legislazione che viene salvata. Questo progetto non richiederebbe già adesso una previsione di quei settori che poi formeranno oggetto del riassetto? Non vi crea problemi di carattere operativo?

DEL SETTE. In realtà, nell’opera di riassetto che abbiamo portato avanti e che stiamo tuttora portando avanti, abbiamo già apportato una serie di modifiche piuttosto consistenti al primo schema, dopo un primo confronto con i vari Ministeri; in questa fase stiamo lavorando in particolare con i Ministeri del comparto difesa e sicurezza. Questo lavoro, però, è stato svolto sempre in collaborazione con il Dipartimento per la semplificazione. In particolare, il capo ufficio legislativo del Dipartimento per la semplificazione ha preso parte alle riunioni più importanti del comitato e sta partecipando attivamente alla fase della concertazione interministeriale.

Quindi, le problematiche che si pongono ai fini del riassetto che stiamo operando nel codice, in realtà, sono tutte conosciute, condivise e compatibili con il criterio seguito, a nostro giudizio, dalla Semplificazione per attuare un riassetto per materia. So che c’è stato ed è tuttora in corso un dibattito sul punto, ma, per quanto riguarda la Difesa, non ci sono problemi particolari.

PRESIDENTE. Generale Del Sette, la ringrazio per il contributo che ha portato ai nostri lavori.

Do ora la parola al dottor Gino Famiglietti, vice capo ufficio legislativo del Ministero per i beni e le attività culturali, che ringrazio ancora per la sua presenza.

FAMIGLIETTI. Signor Presidente, innanzi tutto le porto i saluti del Ministro, che mi ha delegato a trattare questa materia che ho seguito fin dagli inizi.

Rispetto alla Difesa – tanto per collegarmi a chi mi ha preceduto in quest’audizione – ci siamo trovati in una situazione più favorevole, in quanto avevamo già provveduto a codificare la materia di competenza, avendo effettuato un massiccio sfoltimento normativo, sostanzialmente in attuazione della legge delega del 2002, e utilizzato la possibilità di emettere decreti correttivi. E stata ridisegnata completamente la normativa

in materia di tutela, di valorizzazione (anche alla luce delle nuove competenze che la Costituzione prevede per le Regioni) e di paesaggio (materia questa estremamente controversa, che dà luogo a una serie di problemi di teoria e di pratica applicazione di notevole spessore).

Siamo arrivati quindi preparati all’appuntamento. A nostro avviso si dovrebbe pervenire, d’accordo con la Semplificazione, alla messa a punto di un decreto legislativo che faccia da completamento al codice: in questo modo ci sarebbe da un lato il codice, dall’altro il sistema delle leggi, ancorchè rinvenienti nel tempo, che tuttora hanno una loro funzione ed una loro applicabilità nella realtà normativa nazionale.

Vengo ai criteri che ci hanno guidato nell’individuazione delle norme da salvare. Anzitutto, esaminando la storia della legislazione di tutela, c’è un arco temporale, che va grosso modo dal 1910 fino alla fine degli anni ’30, che è stato caratterizzato da una serie di leggi-provvedimento: venivano individuati di volta in volta monumenti da sottoporre a tutela o luoghi di dichiarato interesse nazionale per una particolare attività svoltavisi. E’ il caso del monumento a Vittorio Emanuele II, di quello a Garibaldi o dello Scoglio di Quarto: tutte realtà oggetto di provvedimenti di tutela che ancora oggi costituiscono la base per un intervento legittimo di salvaguardia da parte nostra.
2010-07-19 18:44 Читать похожую статью
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