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Guardami - Luciana Littizzetto La principessa

Guardami


I maschi son così. Passano la vita a non accorgersi. Non si accorgono mai di niente. Zompano tra le nuvole con fette e fette di pancetta coppata sugli occhi. Quando si tratta di hi-fi, aggeggi meccanici, baracche ad alta preci­sione è diverso. In quel caso diventano linci. Sfoderano occhi a cannocchiale. Occhi al laser che notano le minu­zie. Poi arrivano a casa e si trasformano in talponi.

Il classico è quando la donna va dal parrucchiere. Met­tiamo che noi, dopo mesi e mesi di dibattiti così solitari da rasentare il monologo (perché il taglio o non taglio dei nostri capelli gli interessa meno dell'estinzione del coc­codrillo del Nilo), decidiamo di potarci la criniera. Via. Via le trecce morbide dall'affannoso petto e avanti col ta­glio alla maschietto. Orgogliosissime arriviamo a casa, rasate come chihuahua, con giberne di speranza in petto. Lui ci guarda, ci parla anche e non fa una piega. Niente. Manco un pieghino piccolo piccolo. Allora noi, che siamo tolleranti come dame di San Vincenzo, gli diamo un aiutino. Cominciamo a passeggiargli sui piedi nella spe­ranza che un incontro ravvicinato di questo tipo sortisca qualche frutto. Macché. Allora proviamo a prendere a te­state il citofono, così, per attirare l'attenzione. Nulla. An­che se ci sentiamo un po' come San Sebastiane martiri di Mantegna, zeppe di frecciate, non demordiamo. Passia­mo a qualcosina di un po' più concreto. Magari una do­manda. La classica: non noti niente? E lui: «Ti è spuntata una verruca sul mento o è un pezzo di Corn Flakes?». Col cuore gonfio d'amarezza allora confessiamo: ma te­soro... mi sono tagliata i capelli, non vedi? E lui: «Ah sì... MA POCO». Ma come poco? Ho tagliato via venti cen­timetri di doppie punte! Come dovevo tornare a casa? Pelata come Demi Moore nel Soldato Jane perché tu te ne accorgessi, immane balengo? Perché non ti cuci sul gilet una bella iniziale come nella Lettera scarlatta? Ma invece di cucirti la A di adultero ricamati una bella P di pirla. Così chi ti incontra risparmia la fatica di scoprirlo.

Ma in fondo che cosa posso pretendere da uno che, quando gli ho detto di comprarmi un vestito da sera, è arrivato a casa con un pigiama, sul telefonino tiene la suoneria di Jeeg Robot d'Acciaio e il giorno del nostro anniversario mi ha regalato una torta con su decorata la nave di Titanic spezzata in due?

Dietro una grande donna


Dicono che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna. Può darsi. E dietro una grande donna? Be', dietro una grande donna di solito ci sono un marito che brontola, dei figli che si lagnano e una casa che va a ramengo. Altro che «gli uomini e le donne sono uguali» come sbraita quello dei Lùnapop... Manco per sogno. Quello che chiediamo è soltanto un po' di collaborazione. Una parolina buona di tanto in tanto, un palpito di misericordia... tutto lì.

Persino Mirella, mamma e moglie esemplare, maestra di buon senso, mai stanca, sempre disponibile, è finita knock-out. Prima delusione: la suocera. Il peggior Hannibal Lecter che abbia mai conosciuto. Una settimana fa, per un guaio ai polmoni, si ammala. E addirittura finisce in coma. La povera Mirella non la lascia sola un momen­to. Passa lunghissime notti al suo capezzale e in più con­tinua a lavorare, a seguire i bambini e a occuparsi di quella tarma di suo marito. Grazie al cielo l'antenata re­suscita e quali sono le sue prime parole da rediviva? Nessun grazie, zero carezze, nemmeno una lacrima. Sia­mo mica in una telenovela. La nonnetta si risveglia e nel pieno delle sue facoltà dice: «E Bin Laden? A l'han ciapa lu?*». In quel momento Mirella si è sentita come se le avessero diluito il cervello nella trielina.

Ma non finisce qui. Dopo qualche giorno porta il suo pargoletto di quattro anni a mangiare un gelato in cen­tro. Cornetto-premio per il piccolo Mattia che ha fatto giuringiuretta. Ha promesso solennemente di non obbli­gare mai più il suo compagno d'asilo a farsi lo shampoo col Vinavil. Com' è come non è, Mirella ha un calo di pressione, forse ancora per lo stress nonnifero. Sviene e batte una sonora craniata sul gradino di una creperie. Per fortuna il suo cucciolo mantiene un fair play invidia­bile, chiede soccorso e arriva l'ambulanza. E questa volta è Mirella a risvegliarsi in barella, gli occhi traboccanti di lacrime. Il suo marmocchio la guarda, scuote il capino e borbotta: «Ho capito. Anche oggi niente gelato».

E adesso si è messo pure il marito. Un pistolero che tutti chiamano Robiola perché è di Alba ed è già piutto­sto stagionato. Quell'uomo lì a me fa lo stesso effetto che alle zanzare fa lo spray al geranio. Lunedì lo operano di emorroidi. Ha già fatto testamento e adesso pretende che Mirella assista all'operazione come fanno i mariti con le mogli in sala parto e che possibilmente gli tenga anche la mano. Santa donna.

* «E Bin Laden, l’hanno preso?»

2010-07-19 18:44 Читать похожую статью
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